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Secchezza oculare, bruciore e arrossamento? Scopri quando il collirio può davvero aiutare

Secchezza oculare, bruciore e arrossamento? Scopri quando il collirio può davvero aiutare

Gli occhi sono una parte del nostro corpo fondamentale, che spesso diamo per scontata, finché non iniziano a darci fastidio. A volte, può presentarsi un leggero arrossamento che compare dopo ore passate davanti a uno schermo, altre volte, invece, si trasforma in una fastidiosa sensazione di bruciore, secchezza o sensazione di avere un corpo estraneo, ed è proprio in questi momenti che il collirio diventa un prezioso alleato, ma è importante capire quando usarlo e quale scegliere per ottenere un vero sollievo senza rischiare di peggiorare la situazione.

La secchezza oculare è una condizione molto comune, influenzata da diversi fattori, come l'uso di dispositivi digitali, aria condizionata o riscaldamento che riducono la frequenza con cui battiamo le palpebre e altera la qualità del film lacrimale, così come il vento, il fumo, il trucco o l'uso prolungato di lenti a contatto possono irritare gli occhi e compromettere la loro naturale lubrificazione. In queste situazioni, il collirio può essere un vero e proprio strumento terapeutico, progettato per ripristinare equilibrio, idratazione e comfort alla superficie oculare. Esistono diverse formulazioni, ognuna con una funzione specifica: i colliri lubrificanti a base di acido ialuronico, ad esempio, sono ideali per contrastare la secchezza causata da stress ambientali o digitali, poiché creano una pellicola protettiva che mantiene l'occhio idratato più a lungo. Quelli con ingredienti lenitivi come la camomilla o l'eufrasia, invece, sono indicati per alleviare il bruciore e l'arrossamento causati da fattori esterni come vento, sole o smog. In farmacia puoi trovare anche colliri a base di sostanze antinfiammatorie o antistaminiche, ideali per chi soffre di irritazioni legate ad allergie stagionali o a sensibilità a polveri e pollini.

Scegliere il collirio giusto è fondamentale e richiede di capire la causa del disturbo, perché non tutti i colliri sono uguali e non tutti sono adatti per un uso prolungato. Molti prodotti da banco possono dare un sollievo immediato, ma contengono sostanze vasocostrittrici che riducono temporaneamente l’arrossamento, ma con l’uso continuato, però, possono seccare ulteriormente la superficie oculare e peggiorare la situazione nel tempo. Un collirio lubrificante, invece, è spesso la scelta migliore per chi soffre di secchezza cronica o utilizza le lenti a contatto quotidianamente, ricordandosi sempre di lavarsi sempre le mani prima di applicarlo, evitare di toccare l’occhio con il beccuccio del flacone, rispettare i tempi indicati e non condividere mai il collirio con altre persone.

Un aspetto che spesso viene trascurato, poi, è che la secchezza oculare non colpisce solo chi passa ore davanti al computer o chi indossa lenti a contatto. Può manifestarsi anche a causa di trattamenti farmacologici, cambiamenti ormonali, la menopausa o semplicemente con l’avanzare dell’età. Col passare del tempo, infatti, la produzione di lacrime diminuisce e la loro composizione cambia, rendendo la superficie degli occhi più suscettibile. In queste situazioni, il collirio funge da vera e propria lacrima artificiale, integrando ciò che l’occhio non riesce più a produrre in modo naturale, aiutando a prevenire l’irritazione e a mantenere la vista più confortevole.

Quando però il problema diventa ricorrente e si accompagna a dolore, fotofobia o secrezioni anomale, è sempre meglio consultare un medico oculista. Dietro a una secchezza apparente potrebbe nascondersi una congiuntivite o una blefarite che necessitano di trattamenti specifici, tuttavia, nella maggior parte dei casi, intervenire tempestivamente con un collirio idratante e riequilibrante può aiutare a prevenire peggioramenti e a mantenere la salute della superficie oculare. Negli ultimi anni, la ricerca ha portato allo sviluppo di colliri di nuova generazione, progettati per garantire una maggiore aderenza sulla superficie oculare e un’azione più duratura. Alcuni di essi contengono polimeri ad alta viscosità che migliorano la stabilità del film lacrimale, mentre altri includono lipidi per ricostruire la componente grassa mancante in caso di eccessiva evaporazione. Questo significa che oggi possiamo affrontare la secchezza oculare non solo come un sintomo, ma come una vera e propria condizione da gestire con un approccio mirato e personalizzato, ritrovando in questo modo comfort e benessere!